Ne ho perso di cose materiali e non: portafogli, cellulare, soldi, fiducia, speranza, sogni. Ma questa "cosa" speravo e pensavo di non perderla mai, qualsiasi cosa accadesse. Pensavo mi avesse accompagnato fino alla morte. Ed invece dopo poco tempo (poco se relazionato ad un'intera vita) anch'essa mi abbandona. Forse grazie a questa privazione in futuro starò meglio: programmerò il mio avvenire per i fatti miei, non mi aspetterò più niente da nessuno, non verrò più deluso. Non lo so, fatto sta che ora mi sento morire...
E adesso andate via
voglio restare solo
con la malinconia
volare nel suo cielo
non chiesi mai chi eri
perchè segliesti me
me che fino a ieri
credevo fossi un re
Perdere l'amore
quando si fa sera
quando tra i capelli
un po' di argento li colora
rischi di impazzire
può scoppiarti il cuore
perdere una donna
e avere voglia di morire
Lasciami gridare
rinnegare il cielo
prendere a sassate tutti i sogni
ancora in volo
Li farò cadere ad uno ad uno
spezzerò le ali del destino
e ti avrò vicino
Comunque ti capisco
e ammetto che sbagliavo
facevo le tue scelte
chissà che pretendevo
e adesso che rimane
di tutto il tempo insieme
un uomo troppo solo
che ancora ti vuole bene
Perdere l'amore
quando si fa sera
quando sopra il viso
c'è una ruga che non c'era
provi a ragionare
fai l'indifferente
fino a che ti accorgi
che non sei servito a niente
E vorresti urlare
soffocare il cielo
sbattere la testa mille volte
contro il muro
respirare forte il suo cuscino dire è tutta colpa
del destino
se non ti ho vicino
Perdere l'amore
maledetta sera
che raccoglie i cocci
di una vita immaginaria
pensi che domani
è un giorno
nuovo ma ripeti non me l'aspettavo
non me l'aspettavo
Prendere a sassate
tutti i sogni ancora in volo
Li farò cadere ad uno ad uno
spezzerò le ali del destino
e ti avrò vicino
Perdere L'amore
Ultimamente mi fisso facilmente con le canzoni, cosa che non avveniva ormai da anni. E' da quando è finita l'adolescenza che ascolto con poco interesse le novità discografiche ma ultimamente, forse complice un periodo di merda, ascolto la stessa canzone in un loop quasi infinito. Fino a qualche settimana fa la mia traccia prediletta era "Cade la pioggia" dei Negramaro. Finite le seghe mentali, ho avuto bisogno di qualcosa di più concreto, qualcosa che parlasse della vita reale e non dell'amore o di altri presunti presentimenti. E ancora una volta Caparezza mi ha piacevolmente sorpreso. Con "Eroe - Storia di Luigi Delle Bicocche" l'ex Mikimix parla di un operaio precario (+ attuale di così) che, nonostante le varie difficoltà che incontra (tra cui la tentazione di giocare al video poker e di chiedere prestiti agli usurai) riesce a mandare avanti una famiglia. Sono questi i veri eroi dei giorni nostri, gente che non fa altro che lavorare, che fa "straordinari tutte le sere" nonostante "stipendi dimezzati", che riesce a proteggerei i propri cari "dalle mani dei sicari e dei cravattari". La prima volta che l'ho ascoltata mi ha messo addosso un brivido, perchè ho pensato a quanto sia inutile la mia vita in confronto a quella dei veri eroi e a quanto mio padre abbia sofferto e faticato per permettermi una vita decente e decorosa. E ora vorrei anch'io delle persone da proteggere, per le quali sacrifcare la mia vita e uccidere ogni mia ambizione. Voglio tornare a casa sfinito ma con la consapevolezza di aver aiutato qualcuno, piuttosto che continuare a guardarmi intorno senza capire quale sia la mia strada. Forse questa mia voglia di paternità è arrivata ora che non ho più nessuno con cui progettare di averla e quindi la desidero vedendola come cosa lontanissima. Non lo so, ma ciò che è sicuro è che ammiro con tutto me stesso chi lavora e soprattutto chi, senza venire riconosciuto, è il vero eroe dei nostri tempi, IL LAVORATORE PRECARIO.
“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche, eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”
Piacere, Luigi delle Bicocche Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche. Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper Invece io passo la notte in un bar karaoke, se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue ..un soggetto perfetto per Bram Stroker Tu che ne sai della vita degli operai Io stringo sulle spese e goodbye macellai Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI Io sono pane per gli usurai ma li respingo Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/ Man mano mi convinco/ che io
sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere
Stipendio dimezzato o vengo licenziato A qualunque età io sono già fuori mercato …fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini ..né l’Uomo ragno né Rocky, ne’ Rambo né affini farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.
Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody Io vado avanti e mi si offusca la mente Sto per impazzire come dentro un call center Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.
Ieri, in preda alla nullafacienza, mi son messo a cazzeggiare su YouTube fino a cadere in ipnosi: ho guardato decine e decine di spot degli anni 80! Devo dire che molti me li ricordo, anche se ero piccoletto, altri invece sono del tutto sconosciuti, come lo spot che vado a presentarvi, che pubblicizza l'alcolico preferito dagli uomini!
W LA GRAPPA BOCCHINO!
PS: Ma avete visto la faccia ammiccante di lei? Loro 2, soli, davanti al camino, a sorseggiare una grappa dal nome LEGGERMENTE equivoco. E poi censurano Rocco! Altro che patatina!
PPS: Ma il sigillo nero secondo voi a cosa si riferisce?
Dedico questo post ai miei amici, che da un paio di settimane a questa parte ascoltano in continuazione questa canzone ovunque (sul pc, sul cellulare, sulla sveglia) e ora anche loro la mattina si svegliano con questo motivetto in testa. Ma non è colpa mia, è la canzone che è troppo bella! A dir la verità è l'associazione musica/video che fa la differenza, perciò ve la mostro e chiedo una vostra opinione.
Amici, scusate ancora. Dovete accettare le mie scuse, perchè... YOU ARE MY FRIEND, AH-AAH ANO HI NO YUME, IMA DEMO MADA WASURETENAIN DESHOU!!!
Prendo spunto dalla prima sigla di apertura di Naruto Shippuuden per festeggiare il mio ennesimo ritorno. Stavolta l'assenza non è stata voluta dal sottoscritto, ma da Excite che ha simpaticamente deciso di cancellare l'html dell'index. I LOVE EXCITE! Dopo mesi di pigrizia in cui aspettavo una soluzione da parte dello staff, ho deciso di perdere un paio d'ore del mio tempo per ripristinare la pagine e andare a ricercare tutte le immagini. Tutto sommato è stato divertente ed ho anche trovato una scusa per non studiare! Col tempo spero di tornare ad aggiornare il blog con costanza e magari vi renderò partecipi delle ultime avventure e decisioni.
Visto il titolo del post e vista la mia maniacale ossessione per Naruto che ormai mi segue da più di un anno (faccio notare che la versione italiana doppiata e censurata fa veramente cagare, quindi chi volesse avvicinarsi a questa fantastica opera, legga i fumetti o si procuri gli episodi in jap) vi propongo la prima sigla di Naruto Shippuuden. Sospendo il lettore per farvela godere appieno.
Sono un ritardatario cronico. Ho sempre avuto questo difetto. Sin dalla nascita. Anzi, prima della nascita. Già perchè quando sono nato, ero in anticipo. Forse l'unica volta in tutta la mia vita. 8 mesi invece dei canonici 9. Ma il mio concepimento è stato ritardatario. Forse in questo caso, non è stata
proprio colpa mia. 3 femmine. 3 femmine tutte di fila, a pochi anni l'una dall'altra. I giochi ormai sembravano fatti. Invece no. A distanza di molti anni, arriva un nuovo ritardo. Stavolta c'è l'ecografia, ma il destino è beffardo. Un'altra femmina, dicono. E invece no. Colpa delle prime ecografie o colpa del dottore inesperto. Fatto sta che arrivo io. Un maschio. Ultimo di 4 figli, unico maschio del gruppo. Pensavo di essere sfortunato. Perchè in fondo non è vero che l'ultimo figlio è il più coccolato
o almeno, qui funziona così. Per di più non ho un fratello a cui chiedere consigli, con cui litigare, con cui fare
a cazzotti. Perchè alla fine le sorelle sono fragili, non puoi sfogarti con loro. Ma ora sono felice. La natura non mi ha dato fratelli di sangue. Mi ha dato la possibilità di sceglierli, lungo la strada della mia vita. C'è l'unico amico d'infanzia che ti rimane attaccato, come il primo compagno di avventura, colui con il quale sei partito. E poi ci sono quelli che hai incontrato lungo la strada, con i quali è stato + difficile raggiungere questo rapporto, perchè comunque li devi conoscere e ti devi far conoscere. Ma alla fine sono qui. Sono tutti qui, con me. Anche ora che sono solo nella mia stanza. Penso: "Che mi consiglierebbero? Come si comporterebbero al posto mio?". A volte mi manca la loro presenza, ma è una stupidaggine. Sono sempre qui, con me. Sono i miei fratelli. E il nostro legame è più forte di qualsiasi legame familiare. Perchè i parenti ti capitano, mentre noi ci siamo voluti, ci siamo cercati. VI voglio
bene. Non VI dimenticherò mai.
Le sue ultime parole: "So che sei qui per uccidermi. Spara dunque, codardo, stai solo uccidendo un uomo"
Moriva un UOMO Nasceva una LEGGENDA
"Stagioni" di Francesco Guccini
Quanto tempo è passato da quel
giorno d'autunno
di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno,
fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia,
giovanili ciarpami, arrivò la notizia...
Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto,
sapere a brutto grugno che Guevara era morto:
in quel giorno d'ottobre, in terra boliviana
era tradito e perso Ernesto "Che" Guevara...
Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza,
perché con lui era morta una nostra speranza:
erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni,
erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni...
"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...
"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...
Passarono stagioni, ma continuammo ancora
a mangiare illusioni e verità a ogni ora,
anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti:
" Forza Compagni, all'erta, si deve andare avanti! "
E avanti andammo sempre con le nostre bandiere
e intonandole tutte quelle nostre chimere...
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana,
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara...
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, mai più ritornerà,
ma qualcosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni
e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni...
"Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva
che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva...
"Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva
che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva...
E qualcosa negli anni terminò per davvero
cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero:
i Compagni di un giorno o partiti o venduti,
sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti...
Proprio per questo ora io vorrei ascoltare
una voce che ancora incominci a cantare:
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana,
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara...
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà, ma voi reazionari tremate, non sono
finite le rivoluzioni
e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni,
da qualche parte un giorno, dove non si
saprà,
dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà,
da qualche parte un giorno, dove non si saprà,
dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà!
"Canzone per il CHE" di Francesco Guccini
Un popolo può liberare se stesso
dalle sue gabbie di animali elettrodomestici
ma allavanguardia dAmerica
dobbiamo fare dei sacrifici
verso il cammino lento della piena libertà.
e se il rivoluzionario
non trova altro riposo che la morte,
che rinunci al riposo e sopravviva;
niente o nessuno lo trattenga,
anche per il momento di un bacio
o per qualche calore di pelle o prebenda.
I problemi di coscienza interessano tanto
quanto la piena perfezione di un risultato
lottiamo contro la miseria
ma allo stesso tempo contro la sopraffazione
Lasciate che lo dica
ma il rivoluzionario quando è vero
è guidato da un grande
sentimento damore,
ha dei figli che non riescono a chiamarlo,
mogli che fan parte di quel sacrificio,
suoi amici sono compañeros de revolucion.
Addio vecchi, oggi è il giorno conclusivo;
non lo cerco, ma è già tutto nel mio calcolo.
Addio Fidel, oggi è latto conclusivo;
sotto il mio cielo, nella gran patria di Bolìvar
la luna de Higueras è la luna de Playa Giron.
Sono un rivoluzionario cubano.
Sono un rivoluzionario dAmerica.
Signor Colonnello, sono Ernesto, il Che Guevara.
Mi spari, tanto sarò utile da morto come da vivo
Ve lo chiedo per favore. Lasciatemi
dormire. Lo sto chiedendo a voi, voci che insistentemente sussurrate alle mie
orecchie tutte le mie paure e tutte le mie delusioni. E' da troppo tempo che non
mi lasciate riposare come si deve e stiamo sfiorando il ridicolo. Eppure non mi
lamento troppo della mia vita. La vivo abbastanza bene ora. So che avrei potuto
e dovuto fare meglio, ma non va così male no? A casa è tutto tranquillo,
l'università non mi crea più problemi e gli amici ci sono, come ci sono sempre
stati e sempre ci saranno. Allora, cos'è che non va?! Forse ora che ho fatto
pace con me stesso volete risvegliarmi dal torpore e continuare a farmi sentire
come ormai non mi sento da tempo? No, non sarò più come prima. Sono cambiato.
Basta con l'IRA, basta con le pazzie. Gli amici e l'alcool curano molto più dei
mobili rotti e delle tachicardie. E una sigaretta ogni tanto è sempre meglio di
un ictus. Ho eliminato molti motivi di nervosismo, voglio stare tranquillo.
Questo ultimo lustro non è stato come me l'aspettavo, ma va bene così. La vita è
anche questo. Ed ho conosciuto un altro KingArthur. E ho imparato, piano piano,
ad accettarlo. Fate come me, vi prego, ACCETTATEMI.
Una piccola frase che mi ha regalato un sorriso in un momento un pò triste
NON C'è BISOGNO PER FORZA DI SALVARE IL MONDO ANCHE PICCOLE COSE SERVONO A REGALARE UN SORRISO GIà QUELLO è TANTO
MA SE TU NON SORRIDI COME PUOI FAR SORRIDERE
Come vedi, hai applicato il tuo motto nel momento stesso in cui l'hai enunciato.
Grazie, Frà
Nell'anno '07 di nostra vita io, KingArthur, eterno studente perché la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché SO DI NON SAPERE NIENTE,
(in caso c'è chi me lo ricorda... ndr)
io, chierico vagante, bandito di strada, io, non artista, solo piccolo baccelliere, perché, per colpa d'altri, vada come vada, a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,
io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite, riflettori e paillettes delle televisioni, alle urla scomposte di politicanti professionisti, a quelle vostre glorie vuote da coglioni...
E dico addio al mondo inventato del villaggio globale, alle diete per mantenersi in forma smagliante a chi parla sempre di un futuro trionfale e ad ogni impresa di questo secolo trionfante, alle magie di moda delle religioni orientali che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero, ai personaggi cicaleggianti dei talk-show che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero" alle futilità pettegole sui calciatori miliardari, alle loro modelle senza umanità alle sempiterne belle in gara sui calendari, a chi dimentica o ignora l'umiltà...
Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato, cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia, io, tirato su a castagne ed ad erba spagna, io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, due soldi d'elementari ed uno d'università, ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...
Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito, a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia o sceglie a caso per i tiramenti del momento curando però sempre di riempirsi la pancia e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati, ai ceroni ed ai parrucchini per signore, alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati, al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore, a chi si dichiara di sinistra e democratico però è amico di tutti perché non si sa mai, e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico ed è anche fondamentalista per evitare guai a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni fatto di nebbia, pieno di sembrare, ricolmo di nani, ballerine e canzoni, di lotterie, l'unica fede il cui sperare...
Nell'anno '07 di nostra vita io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...
Chiedo scusa a Francesco per essermi indegnamente sostituito a lui nel testo della sua poesia, ma in questo momento la sento mia e lo ringrazio infinitamente
Greg Dottore in Tecnologie dell'istruzione e della comunicazione Voto di Laurea: 110/110 con LODE!!! Tesi: Emotional Spot - Le emozioni della pubblicità
Per le interviste e le foto dell'evento, a risentirci su questo canale. Ora sono troppo stanco... Mi raccomando, non mancate!!!
Ieri pomeriggio ero a casa di Peppe Rosso con gli altri. Eravamo allegri. Dopo tanto tempo tornavamo ad essere insieme ed uniti e la prospettiva della partita di calcetto serale ci rendeva impazienti. Poi Rosso ci ha mostrato questo video. Siamo rimasti tutti colpiti. Mi son venuti i brividi. Non so se per la rabbia o per la tristezza. Perchè due UOMINI presenti in questo video, ora sono morti, uccisi nel modo più codardo ed infame che ci possa essere. Qualcun altro invece, continua a fare strada e ad avere successi elettorali. Non voglio darvi le mie opinioni, voglio solo descrivervi i fatti e fare in modo che vediate la realtà, l'orrenda realtà che la maggior parte dei siciliani ha deciso di non cambiare nelle ultime elezioni regionali. Questo sfogo di Totò Cuffaro è avvenuto durante la staffetta televisiva tra Samarcanda e il Maurizio Costanzo Show del 26 settembre 1991. Evento televisivo in onore di Libero Grassi, ucciso il 29 Agosto di quell'anno (vi consiglio di andare su www.addiopizzo.org) , a cui partecipava anche il giudice Giovanni Falcone, ucciso meno di un anno dopo. Nel video vedete la sdegnata risposta di Totò Cuffaro a tutto questo...
PS. So che i lettori messinesi del mio blog sono pochissimi, comunque vi informo che oggi, all'Horcynus Orca, a Torre Faro-Messina, si terrà "Una notte sullo Stretto di messina" - La notte bianca dei ricercatori 2006. Chi volesse saperne di più, può visitare il blog di Mirko, http://stelladelsud.blog.excite.it, mio amico e batterista dei BLACK FIRE, gruppo del quale mi onoro di essere il presidente del Fan Club, i quali si esibiranno stasera durante la manifestazione.
Sono meteoropatico. Il maltempo che colpisce la mia città condiziona il mio umore. Sono qui, davanti al portatile, a guardare la pioggia che scende copiosa. Nel frattempo parlo con Greg via chat. Parliamo di amicizia, e ci trovimo d'accordo su molte cose, per non dire tutto. Il televisore è acceso, ma non riesce ad attirare la mia attenzione. Ogni tanto avvio qualche mp3 per darmi una piccola spinta, ma il risultato è insoddisfacente. Il cellulare a volte suona, sono gli sms di Angela e Rina. E nel frattempo penso, purtroppo. Già, chi l'ha detto che pensare è positivo? Bè, magari lo è, ma non ti fa star meglio. L'estate volge al termine, e comincia un nuovo "anno", non inteso come anno solare, ma come stagione di studio, di impegno e di chissà cos'altro. O forse no? Sto pensando di lasciare tutto. Voglio riuscire a far qualcosa che mi serva veramente. Perchè continuare a perdere tempo? Ci sono tante cose che si possono fare. Per esempio, prendere e partire. Andare in Chiapas, o in Afghanistan, o in Iraq, e vedere come vanno realmente le cose. Mmmh, no, non ancora almeno. Fare il superoe delle cause perse non mi si addice, e poi il mio fisico non resisterebbe. Magari un pò di preparazione prima, poi chissà... Ho forse non ho le palle per abbandonare tutto. Perchè continuare a fare qualcosa solo perchè è diventata un'abitudine? Ho lasciato la chiesa per lo stesso motivo, perchè era divenato routine. E poi, ecco l'ateismo. Sono ancora in tempo, posso abbandonare il mio attuale "impiego" e fare qualcosa alla mia portata. E non intendo qualcosa di + facile, ma qualcosa che mi si avvicini. Mentre invece l'Università si allontana sempre + dal sottoscritto. Cazzate, niente alibi, sono io ad allontanarmi. Ma non solo da essa. Da tutto il mio "vecchio" mondo. Forse non sarebbe giusto per chi ha creduto in me e mi ha appoggiato da tutti i punti di vista. Mi dispiacerebbe deluderli, ma probabilmente mi hanno scambiato per un'altra persona. Devo fare altro, qualcosa di completamente diverso. Oppure devo solo aspettare che tornino le belle giornate e che le nuvole se ne vadano del mio cervello. Nel frattempo, mi bevo qualche bicchiere di rum. Sia il rum che il bicchiere nella foto, mi sono stati donati dai mitici Principi, cioè Mirko e Chiara. A proposito, auguri al Principe per la sua ultima materia. Ora mi sdraio un pò, sperando che l'alcohol faccia da palliativo. Naturalmente non voglio ubriacarmi, pr lo meno non di pomeriggio. Ora scusate, vado a spegnere il cervello...
PS Voglio concludere questo interveno di trip mentali con qualcosa di leggero. Un ringraziamento a Riccardo, che ha fatto di Nino, Gigi e del sottoscritto, profeti della BOBBE MALLE MANIA.
I took her out, it was a Friday night I wore cologne to get the feeling right We started making out, and she took off my pants But then I turned on the TV
And thats about the time she walked away from me Nobody likes you when you're 23 And are still more amused by TV shows What the hell is ADD? My friends say I should act my age Whats my age again? Whats my age again?
Then later on, on the drive home I called her mom from a pay phone I said I was the cops And your husbands in jail This state looks down on sodomy
And thats about the time that bitch hung up on me Nobody likes you when you're 23 And are still more amused by prank phone calls What the hell is call ID? My friends say I should act my age Whats my age again? Whats my age again?
And thats about the time she walked away from me Nobody likes you when you're 23
And you still act like youre in Freshman year What the hell is wrong with me? My friends say I should act my age Whats my age again? Whats my age again?
And thats about the time she broke up with me No one should take themselves so seriously With many years to fall in line Why would you wish that on me? I never want to act my age Whats my age again? Whats my age again?
Ancora alle prese con i problemi di natura informatica. L'Open Source è venuto in mio aiuto ma non è bastato. Anche l'hardware mi ha tradito. Chiedo scusa a tutta la bloggosfera per non essere stato presente nè qui nè negli altri spazi. Spero di poter tornare operativo al 100% il più presto possibile, anche se ora purtroppo si aggiungono altri impedimenti e quelle noie chiamate esami. Nel frattempo vi lascio con un discorso del CHE sulla bestialità dell'imperialismo. Non ho trovato i sottotitoli in italiano, ma l'inglese è abbastanza comprensibile. Oppure affidatevi all'audio in spagnolo.
I never thought I'd die alone I laughed the loudest, who'd have known? I traced the cord back to the wall No wonder it was never plugged in at all
I took my time, I hurried up The choice was mine, I didn't think enough I'm too depressed to go on You'll be sorry when I'm gone
(...)
Days when I still felt alive We couldn't wait to get outside The world was wide, too late to try The tour was over, we'd survived I couldn't wait 'til I got home To pass the time in my room alone
I never thought I'd die alone Another six months, I'll be unknown Give all my things to all my friends You'll never step foot in my room again
You'll close it off, board it up Remember the time that I spilled the cup Of apple juice in the hall Please tell mom this is not her fault
De Andrè, Guccini, Ligabue, 99 Posse, Modena City Ramblers, Articolo 31, Max Pezzali
Vorrei tanto
RITROVARMI
Frase
"Andrò così lontano che il ricordo muoia disperso tra le pietre della strada, continuerò ad essere lo stesso pellegrino con dentro la pena e fuori il sorriso."
"Non credo che siamo parenti, ma se lei è capace di tremare d'indignazione ogni qualvolta si commette un'ingiustizia nel mondo, siamo compagni, il che è più importante."
"Vale milioni di volte di più la vita di un solo essere umano che tutte le proprietà dell'uomo più ricco della terra""Un uomo da solo, non vale nulla."
"Quell' urlo, Rivoluzione, non si spegnerà mai."
"Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio."
"Nessuno è libero finchè anche un solo uomo al mondo sarà in catene!".
"Il capitalismo? Libera volpe in libero pollaio!"
"Non importa come si chiami il signore che ogni quattro anni il popolo statunitense pensa di eleggere per dirigere i suoi destini, perchè in realtà tale elezione è viziata alla base; il popolo statunitense ha solo la facoltà di eleggere il suo carceriere per quattro anni e a volte gli concedono la grazia di rieleggerlo".
"Uccidetemi, che importa, ucciderete soltanto un uomo..."
Ernesto CHE Guevara